Per capire chi è Debiti 24 è necessario inquadrare il fenomeno delle Debt Agency nell’attuale periodo storico.

La grande crisi economica in corso ha avuto avvio nel 2008 in tutto il mondo in seguito ad una crisi finanziaria iniziata negli Stati Uniti nella seconda metà del 2006 con la crisi dei cosiddetti mutui subprime – vale a dire con mutui dati molto facilmente a persone che avevano scarse possibilità di restituire i soldi avuti in prestito – con la crisi del mercato immobiliare statunitense (la cosiddetta “bolla immobiliare”) quando molti possessori di mutui subprime divennero insolventi a causa del rialzo dei tassi di interesse.

Tra gli altri i principali fattori della crisi ci sono gli alti prezzi delle materie prime (petrolio in primis), una crisi alimentare mondiale, un’elevata inflazione globale, la minaccia di una recessione in tutto il mondo e per finire una crisi creditizia con conseguente crollo di fiducia dei mercati borsistici.

Viene considerata da molti economisti come una delle peggiori crisi economiche della storia, seconda solo alla Grande depressione del 1929.

Alla crisi finanziaria seguì una recessione, iniziata nel secondo trimestre del 2008 ed una grave crisi industriale (seguita al fallimento della banca d’affari Lehman Brothers il 15 settembre) di proporzioni più ampie che nella Grande crisi del 1929. L’anno 2009 ha poi visto una crisi economica generalizzata in special modo nel mondo occidentale. Tra il 2010 e il 2011 si è conosciuto l’allargamento della crisi ai debiti sovrani (ossia i debiti che ogni Stato ha nei confronti di altri soggetti economici nazionali o esteri quali individui, imprese, banche o stati esteri) e alle finanze pubbliche di molti paesi soprattutto ai paesi dell’eurozona con “piani di salvataggio” di alcuni paesi (Portogallo, Irlanda, Grecia) per scongiurare possibili default (vale a dire fallimenti), con freno a consumi e produzione e alimentazione della spirale recessiva.

La crisi del debito italiano fu scatenata da tre ragioni combinate: l’enorme debito, soprattutto se rapportato al Pil (che subì una forte crescita a partire dal 2008, in coincidenza con la crisi, dopo diversi anni di complessiva riduzione); la scarsa o assente crescita economica, con il prodotto interno lordo aumentato in termini reali solo del 4% nel decennio 2000-2010; la scarsa credibilità dei governi e del sistema politico, spesso apparso privo di decisione o tardivo agli occhi degli osservatori internazionali e degli investitori.

Va da sé che anche in Italia la crisi s’è fatta sentire da anni e numerose persone ed imprese non sono riuscite a restituire i soldi ottenuti in prestito.

Banche e Finanziarie, ben cosci dell’attuale situazione di instabilità economica degli italiani, da tempo erogano sempre meno mutui e prestiti chiedendo in cambio anche maggiori garanzie.