Le Debt Agency esistono da oltre 60 anni: nacquero negli Stati Uniti intorno agli anni ’50 quando i principali istituti finanziari crearono l’NFCC (Fondazione Nazionale per il Credit Counseling) il cui obiettivo era quello di insegnare ai consumatori come evitare il fallimento.

Nel 1993 nacque l’AICCCA (Association of Independent Consumer Credit Counseling Agencies), formata da un gruppo di consulenti che preferivano la consulenza telefonica mentre la NFCC preferiva la consulenza faccia a faccia come una soluzione più efficace.

Alla fine entrambe le organizzazioni praticarono entrambi i metodi con grandi campagne pubblicitarie.

L’associazione di categoria ad oggi più grande negli Stati Uniti è l’AADMO (American Association of Debt Management Organizations).

Comunque, non tutte le debt agency fanno capo ad un’associazione di categoria e nel 2012 si contavano più di mille debt agency operanti negli Stati Uniti.

Diversamente a quanto succede in Italia negli Stati uniti è previsto – un po’ come avviene per le società – anche il “fallimento” della persona, per cui è obbligatorio ricorrere ad una debt agency prima di poter aprire una pratica di fallimento personale. Le debt agency stanno diventando un’industria crescente anche in Europa, sia per quanto riguarda i settori profit che il no-profit. In Gran Bretagna esiste la più grande agenzia di consulenza no-profit d’Europa.
Le no-profit sono società che hanno degli accordi economici con gli Istituti di Credito e vengono da questi pagati per il lavoro che svolgono di riconciliazione tra debitori e creditori.

L’operatività classica delle debt agency è basata sui Piani di Gestione del Debito (DMP – Debt Management Plan). Il più comune beneficio dell’adesione ad un DMP è il consolidamento di multipli pagamenti mensili in un unico pagamento, – in Italia questo genere di ri-finanziamento è chiamato “consolidamento dei debiti” – che usualmente è inferiore alla somma dei singoli pagamenti effettuati in precedenza dal debitore.

La seconda caratteristica dell’adesione ad un DMP è la riduzione del carico di interessi e spese da parte dei creditori in capo al debitore.

Negli USA un debitore che abbia carte di crediti o conti in default starà pagando interessi che si avvicinano ad un tasso del 30%. Tramite accordi a monte fra i creditori principali e le debt agency questi interessi si riducono spesso al 5-10%. Grazie a questi accordi i tempi di rientro dall’esposizione debitoria si riducono drasticamente, a tutto vantaggio del debitore ma anche del creditore che talora riesce a recuperare il cliente e a riportarlo in bonis. Un terzo beneficio dato dall’adesione ad un DMP è il processo di “cura” della credit history del cliente. Effettuando una serie di pagamenti regolari, in linea con il DMP stilato, lo scoring del cliente rifletterà positivamente il percorso compiuto dal debitore nell’uscita dall’esposizione debitoria. Certamente l’adesione ad un DMP non cancella la delinquency riportata dai credit bureau, ma è propedeutica al reinserimento del soggetto nel mercato del credito.

Ultimo vantaggio, ma non per importanza, l’assistenza psicologica che viene fornita al debitore durante tutto il periodo in cui è cliente dell’agenzia. Non scordiamoci che talora gli effetti dello stress sui debitori sono drammatici, fino alle estreme conseguenze. Uno dei compiti delle debt agency è cercare di gestire anche questo delicato aspetto della consulenza, fornendo ai loro clienti la forza per compiere il percorso necessario ad uscire dai debiti.
Usualmente, le debt agency percepiscono un compenso mensile in provvigione percentuale sul pagamento effettuato dal cliente ai propri creditori.