Confcommercio pone l’accento anche sui tempi di attesa troppo lunghi per far rispettare i contratti commerciali (Italia penultima al mondo) e le criticità del sistema giudiziario.

Se si sommano tutti i parametri chiave (quadro giuridico, pagamenti regolari, tempi di sentenze di insolvenza o fallimento, procedure per far rispettare i contratti commerciali) finiamo per essere ultimi al mondo. A chiudere il cerchio troviamo la grande incertezza sulla politica fiscale del governo unita ad un carico fiscale al 68,3% contro il 42,6% della media europea, alle spalle di tutte le economie europee esclusa la Romania.

Il motivo è la burocrazia, dato che per tutti gli adempimenti un’impresa perde mediamente 269 ore l’anno (il 76% in più della media UE) ed i debiti della pubblica amministrazione pesano per 95 miliardi e con 186 giorni medi di attesa per il pagamento.

La crisi ha fatto sì che per i consumi ci sia stato un balzo indietro di 15 anni. Per Confindustria sono quanto mai necessari interventi strutturali volti a sostenere la ripresa del comparto produttivo che rischia, nel frattempo, di sgretolarsi: ma come fare?

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