Secondo Cerved nei primi nove mesi del 2012 i fallimenti delle imprese italiane sfiorano quota 9 mila (+2% rispetto ai primi nove mesi 2011), a cui si aggiungono 1.500 procedure concorsuali non fallimentari (+7,3%) e 45.000 liquidazioni (+0,3%).

Cresce il numero di aziende italiane che escono dal mercato non riuscendo a far fronte alla crisi in atto: è significativo sottolineare come, allargando il campo di analisi a tutte le procedure concorsuali e ai casi di liquidazione volontaria dell’azienda, emerge un impatto ancora significativo della recessione: tra gennaio e settembre del 2012 sono infatti uscite dal mercato 55.000 aziende (circa 200 al giorno e negli ultimi 18 mesi ha chiuso un’impresa al minuto): un record; la liquidazione volontaria è quindi un mezzo per tutelare i patrimoni e non rischiare fallimenti.

Tra le regioni, quelle che hanno avvertito più pesantemente la crisi risultano Marche (exit ratio pari al 3,7%), Lombardia (3,7%) e Puglia (3,6%).

Se si guarda alle aziende con asset superiori a 2 milioni di euro, le liquidazioni di aziende sano sono state 285, con un incremento pari al 17% rispetto al 2011.

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